Società scientifica o marketing? La contraccezione

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27 aprile 2014: Osteoporosi

È sempre più difficile riconoscere le operazioni di marketing ormai molto frequenti nel giornalismo di salute. Se non me l’avesse segnalata un amico (si dice il peccato, ma mai il peccatore), questa mi sarebbe sfuggita.

Mattina del 27 febbraio. Una agenzia di stampa romana batte la seguente notizia.

(Adnkronos Salute) – Mamme a 14 anni, zainetto in spalla e biberon in mano. Sono sempre di più le teenager italiane che restano incinte prima di aver raggiunto la maggiore età.

Mettiamoci per un attimo nei panni dei genitori: un attacco da cardiopalmo. O sono i soliti giornalisti che esagerano? Vediamo che cosa viene dopo….

“Un fenomeno in crescita che desta preoccupazione nei ginecologi”, avverte Nicola Surico,

Quindi la fonte è Nicola Surico, ordinario di ostetricia e ginecologia della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università del Piemonte Orientale a Novara dove non dirige solo la clinica, ma anche la scuola di specializzazione. Inoltre fino a pochi mesi fa ha raccolto le istanze di gran parte degli ostetrici e ginecologi italiani: Surico è infatti past-president della SIGO Società italiana di ginecologia e ostetricia, una fonte che, in teoria, dovrebbe essere accreditata. Image

Ma è vero che “il fenomeno in crescita desta preoccupazione nei ginecologi”? Alla ricerca di conferme siamo andati a guardare che cosa dice l’Istat. Nell’annuario statistico italiano 2013, terzo capitolo, dedicato alla salute, la Tavola 3.13 a pag 84, che qui sotto riportiamo, conferma il calo del numero degli aborti fra le minorenni (Cliccare sulla tabella per ingrandire)

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Ma si potrebbe obiettare che i dati Istat si fermano al 2010.

I dati più recenti disponibili, anche ai ginecologi, sono quelli contenuti nella Relazione del ministro della salute (al Parlamento) sull’attuazione della legge sull’IVG (Interruzione volontaria di gravidanza) datata 13 settembre 2013. Leggiamola insieme:

“Dal 1983 il tasso di abortività è diminuito in tutti i gruppi di età, più marcatamente in quelli centrali. Tra le minorenni, nel 2011 è risultato pari a 4,5 per 1000 (stesso valore del 2010). Come negli anni precedenti si rileva il minore ricorso all’aborto tra le giovani in Italia rispetto a quanto registrato negli altri Paesi dell’Europa Occidentale”

Sembra proprio che gli unici preoccupati siano i ginecologi rappresentati dal professor Surico: il Ministro, che ha tutti i dati in mano, compresi i più recenti, non vi trova motivo di agitazione, tanto che a pag 8 precisa testualmente: «si sottolinea come il tasso di abortività in Italia sia fra i più bassi tra i paesi occidentali; particolarmente basso è quello relativo alle minorenni, la percentuale di aborti ripetuti e di quelli effettuati dopo novanta giorni di gravidanza.»

Che il Ministro si sbagli? Controlliamo i dati nella relazione.

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In altre parole nella fascia di età 15-18 anni su 1000 adolescenti (‰) il tasso di abortività è di 4,5: resta cioè incinta e abortisce una adolescente ogni 222. Non solo. Nel 1983 la percentuale era superiore: 1 interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) ogni 139 adolescenti. Quindi è confermato, le gravidanze nelle adolescenti non sono in drammatico aumento ma sono in calo.

E allora perché Surico lancia l’allarme? Proseguiamo la lettura del lancio ADN Kronos Salute.

L’esperto (Surico ndr), oggi a Milano in occasione del lancio di una nuova campagna di informazione sulla contraccezione – ‘Love it! Sesso consapevole’, promossa da Sigo in collaborazione con il progetto educazionale di Msd ‘lapillolasenzapillola’ …”

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In altre parole, Surico, nella sua veste formale di past-president della società scientifica SIGO (dal 15 ottobre infatti è diventato presidente CIC Collegio italiano chirurghi), lancia con una conferenza stampa la campagna di informazione “Love it! Sesso consapevole”, la quale a sua volta lancia “Lapillolasenzapillola”, “progetto educazionale” di un’azienda farmaceutica, la MSD (Merck).

Ma in che cosa consiste la campagna Loveit! Sesso consapevole della SIGO?

La star dell’incontro è la rapper Baby K , testimonial per la campagna e il suo filmato che vi invito a vedere qui.

E che rimanda al sito www.lapillolasenzapillola.it . Questo si apre con l’invito ad acquistare e indossare il bracciale simbolo

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di Love it! in vendita a partire dall’8 marzo (festa della donna) per creare “un movimento di opinione” e “promuovere il valore di una scelta libera e consapevole in campo sessuale”. A proposito, tanti auguri alle mie lettrici, alle loro mamme e alle loro figlie, alle quali questo post è dedicato. 

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Poi la presentazione della Love band (guardate qui a fianco le prove: il nome non è una mia invenzione) cioè un gruppo di 10 ginecologhe a disposizione per ascoltare e consigliare il sistema contraccettivo da usare.

Quale?

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Eccovi lo specchietto copiato pari pari perché la schermata dice già tutto. (Cliccaree sull’immagine per ingrandire)

I primi due contraccettivi ormonali consigliati sono anello vaginale e impianto sottocutaneo. E più sotto, messi tutti alla stessa stregua, metodi affidabili come il preservativo e gli intrauterini non ormonali e metodi inaffidabili come i sistemi naturali. Quanto alle spiegazioni inserite nel sito per ogni strumento contraccettivo, abbiamo costruito questa tabella: le faccine verdi sono i vantaggi di ogni metodo e quelle rosse gli svantaggi. Sembra evidente che i due sistemi anticoncezionali

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presentati prima nello specchietto sono anche quelli che, secondo la SIGO hanno più vantaggi. E guardate che caso…

i primi due prodotti, quelli con il maggior numero di aspetti  positivi e il minor numero di aspetti negativi, sono prodotti da MSD, l’azienda con cui SIGO fa la “campagna educazione”.

Piccolo inciso necessario: La MSD  (l’acronimo sta per Merck Sharp & Dohme) ha, tra le sue aree terapeutiche la Salute della donna, e cliccando sulla tendina e poi a destra su “prodotti” si trovano i contraccettivi commercializzati da MSD: in particolare

a)  un anello vaginale contraccettivo Nuvaring: a rilascio di etonogestrel+etinilestradiolo

b)   un impianto sottocutaneo contraccettivo Nexplanon: a base di un solo progestinico  Etonogestrel

c)   due contraccettivi orali: Cerazette (solo progestinico Desogestrel) e Mercilon (Desogestrel ed Etinilestradiolo

Può MSD fare sfacciata pubblicità ai suoi prodotti ? Ovviamente no. E allora nel sito di MSD, sotto il link ai prodotti c’è il link al sito www.lapillolasenzapillola.it e se ci passate sopra il mouse vedrete comparire le “avvertenze” qui di lato fotografate.
Image(Cliccare sull’immagine per ingrandirla). Bisogna leggere bene tutto. La MSD prende infatti le distanze dal sito affermando che “le opinioni non riflettono necessariamente le posizioni dell’Azienda né sono da essa avallate”… in altre parole, tutta colpa della SIGO, l’altro partner dell’operazione, visto che la cantante Rap sicuro non c’entra. La MSD infatti conosce benissimo la legge (tanto che la cita) e sa di non poter decantare i meriti dei suoi farmaci da prescrizione se non aggiungendo anche tutti i demeriti. La legge vieta la pubblicità dei farmaci non solo alle aziende, ma anche ai medici e ai giornalisti. E qui invece di pubblicità si tratta perché l’informazione non è per niente completa.

Per fare una graduatoria favorevole ai contraccettivi ormonali basta infatti sottacere alcuni aspetti.

Almeno parte dei rischi: alcuni ormoni raddoppiano il rischio di trombosi tanto che in alcuni Paesi (Francia) sono stati tolti dal prontuario, in altri le società scientifiche ne hanno vietato la prescrizione (Paesi Bassi). In Italia l’AIFA invita a preferire quelli che hanno un rischio minore, e cioè a base degli ormoni levonorgestrel, norgestimato e noretisterone. Ma nessuno dei prodotti di MSD reclamizzati dalla SIGO contiene gli ormoni desiderabili.

Il costo: per tutti, tranne per il preservativo è necessaria la visita ginecologica, che è da computare nel prezzo oltre a quello del contraccettivo (nei paesi civili la prescrive il medico di famiglia!). Questo tipo di contraccettivi sono a completo carico della donna, e per un giovane il costo non è un parametro indifferente.

Ma soprattutto c’è il rischio di malattie a trasmissione sessuale MTS: indurre ragazze e giovani donne alle prime esperienze sessuali e spesso con sessualità promiscua o con partner promiscui all’uso di contraccettivi ormonali non è la mossa giusta perché nessuno protegge dalle infezioni.

Eppure i soci della SIGO non possono non conoscere il problema. Si chiamano sifilide, gonorrea, linfogranuloma venereo, l’ulcera molle, uretriti aspecifiche, herpes genitalis, condilomi, infezioni delle vie genitali da Candida e Trichomonas, epatite virale e AIDS.

I fattori che aumentano il rischio di trasmissione sono proprio l’aumento di frequenza e numero dei partner sessuali e il numero dei partner del partner. Se l’astinenza è di difficile pratica, meglio ricordare che solo l’uso corretto del profilattico, applicato all’inizio del rapporto e non poco prima dell’eiaculazione, può costituire una protezione dalle malattie a trasmissione sessuale. Un recente studio effettuato dall’ISS sui dati raccolti in 21 anni di attività (1991-2011) dai 12 centri pubblici del Sistema di sorvegliansa MTS riporta la

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tabella qui a sinistra con il numero delle segnalazioni pervenute (che ovviamente sono relative solo ai 12 centri partecipanti e non alla  totalità del territorio italiano). (cliccare per ingrandire).

Sorprende che i ginecologi della SIGO si facciano strumento di marketing dei prodotti di un’azienda a scapito della corretta informazione che dovrebbero trasmettere alle giovani donne italiane. Non ce la sentiamo quindi di consigliarli come fonte. Meglio affidarsi a siti istituzionali. Come quello dell’Emilia e Romagna che sembra ben fatto e completo.

AGGIORNAMENTO

Due amici di Facebook (Bob Vespervalley, Giovanni Maga) uno sulla mia bacheca e l’altro sula bacheca di Swim, Science writers in Italy, mi segnalano che nel post è dimostrato il mancato aumento delle IVG, ma non quello di eventuali parti fra minori…

Questi i risultati

elaborazione dati Istat di Save the children Italia

Nel 2008 rispetto al 2000 sono in calo i nati da madri minorenni italiane mentre l’aumento apparente dei nati da cittadine straniere è condizionato dall’aumento degli immigrati, quasi triplicati nel frattempo.

Non sono aumentati neppure negli ultimi due anni. I dati Istat che abbiamo consultato hanno dato questi risultati.

ANNI   numero nati da madri minorenni

2011      Italiane 1740; straniere 420.

2012      italiane 1743; straniere 381

Conclusione: l’aumento di gravidanze nelle minori presenti sul suolo italiano non c’è.

  3 comments for “Società scientifica o marketing? La contraccezione

  1. lorenzacastagneri
    28 marzo 2014 alle 14:27

    Reblogged this on Le storie di Lo'.

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