Spizzichi & Mozzichi di Salute

Uno a te e uno a me … conflitti di interesse allo zooprofilattico di Palermo

Ovvero: Come spartirsi i fondi di ricerca pubblici (cioè alimentati con le tasse dei cittadini) a scapito di alcuni colleghi e senza dover giustificare la scelta.

English translation

Il catin va in sette cocci,
se ne fan sette cartocci,
uno a te, uno a me,
uno allo sguattero del re,
uno alla fata topolina
che tiene a galla la codina,
uno a mago Biribò,
uno a un altro che non so,
uno dallo a chi vuoi tu
che di cocci non ne ho più.
Gidaro E. Per i piccolissimi giochi sonori e attività musicali,
Casa Musicale Eco 2001 da La gallinella bianca pag 31

Hat-tip: Ivan Oransky

ULTIM’ORA (20151004): Interrogazione al Senato… Ecco il link

La ricerca all’IZS della Sicilia. In Italia ci sono 10 IZS ovvero Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Uno di questi è l’IZS Sicilia che ha 5 sedi, (Palermo, Catania, Ragusa, Messina e Caltanissetta) e ogni anno riceve dal ministero e dalla regione dei finanziamenti per la ricerca. Non si tratta di noccioline. Dal conto economico del bilancio 2013 dell’IZS Sicilia, ultimo pubblicato, si apprende che i contributi in conto esercizio per ricerca ammontavano per quell’anno a:

615.792 euro dal Ministero della Salute per ricerca corrente
217.162 euro dal Ministero della Salute per ricerca finalizzata
814.554 dalla Regione e altri soggetti pubblici
per un totale di poco più di 1,6 milioni di euro.
Cifra analoga, 1,5 milioni di euro, era stata attribuita l’anno precedente.

Come vengono spesi questi denari dei contribuenti? Dai risultati si direbbe maluccio. Nel Report 2010 sulla valutazione della performance degli IZS, sull’Istituto siciliano si scrive “L’area più critica è quella della ricerca misurata dai tre indicatori: rispetto dei tempi di chiusura dei progetti di ricerca MIT21, produzione scientifica MIT17 e capacità di reperire risorse per l’attività corrente MIT16”, come si può vedere dal bersaglio qui allegato la performance in questi tre indicatori risulta o molto scarsa (rosso) o scarsa (arancione).

A questo punto ci si domanderà perché la performance è critica. E il discorso è lungo.
I fondi della ricerca vengono distribuiti in base alla valutazione del CTS cioè il Comitato Tecnico Scientifico dell’IZS, che decide a quali progetti di ricerca vanno i fondi per la ricerca corrente e propone al ministero i progetti per la ricerca finalizzata. Il CTS funziona insomma da filtro: per la ricerca corrente non c’è un secondo livello di controllo. Per la ricerca finalizzata il controllo del ministero si applica solo sulle ricerche proposte dal CTS, non su quelle che il CTS ha escluso. Quindi se il filtro funziona male nessuno se ne accorge perché nessuno verifica. Non solo.

Rischio di conflitto di interessi. I finanziamenti della ricerca, ovviamente, fanno gola a tutti, anche ai componenti del CTS: accaparrarsi i fondi per la ricerca significa aumentare il proprio H-index scientifico e di conseguenza fare carriera. Ma è importante anche far ottenere grant a ricercatori del proprio dipartimento, o della propria area: spesso significa apporre una firma in più su una pubblicazione scientifica, partecipare come relatore a un congresso, aumentare la propria fama di “esperto”. E senza controlli, si sa, la carne è debole e l’uomo peccatore.

Anticorruzione. Ma i rischi dei conflitti di interesse nell’attribuzione dei grant sono ben noti. Se ne dibatte sulle riviste scientifiche dove si propongono rimedi, e si soppesano aspetti positivi e negativi. Certo, nulla è perfetto e tutto è migliorabile. Ma comunque devono essere messi in atto i correttivi che il ministero della Sanità, fornitore di una grande fetta di grant di ricerca, indica in modo preciso nel suo piano anticorruzione nel quale il settore della ricerca è ampiamente citato e fra le misure di prevenzione da adottare indica ripetutamente, e con grande insistenza, la rotazione dei componenti delle commissioni e le verifiche di secondo livello. E le ripete nell’allegato al bando della ricerca finalizzata del 2013. Queste preoccupazioni e queste misure di contrasto dovrebbero quindi entrare anche nei piani per la prevenzione della corruzione di tutte le istituzioni che dal ministero della Salute discendono, compresi gli IZS.
Ma nella delibera 552 dell’IZS della Sicilia, datata 23 maggio 2013, appunto il piano anticorruzione, udite, udite, la ricerca non è mai neppure nominata.
Sarà un caso, si dirà: non è possibile che un ordine del ministero resti lettera morta in periferia; certamente le misure proposte dal ministero saranno state adottate senza puntualizzarne l’adozione nel piano anticorruzione.
Abbiamo voluto verificare. Prendiamo per esempio la rotazione dei valutatori delle richieste di finanziamento, tanto raccomandata dal Ministero. Quindi, nel caso dell’IZS, la rotazione dei componenti del CTS, ovvero il Comitato tecnico scientifico.

Ma, ohibò, all’IZS Sicilia di rotazioni non si parla proprio. Anzi: i componenti del CTS Comitato Tecnico scientifico, nominati con deliberazione 822 del 27 settembre 2012 sono da allora sempre gli stessi: e persino il regolamento approvato con delibera 832 del 3 ottobre 2012 non prevede alcuna rotazione per tutti i 3 anni dell’incarico e per gli ulteriori, già previsti, 3 mesi di proroga.

Ma certo la valutazione del CTS sarà fatta sulla base di parametri oggettivi. L’adozione di linee guida per la valutazione è infatti un’altra misura di prevenzione contro la corruzione. Il ministero stesso adotta linee guida, e basterebbe limitarsi a copiarle.
Nel workflow della ricerca 2.0 ci sono le valutazioni dei commissari, cioè i referee, con l’esplicitazione dei criteri da adottare perché la valutazione dei progetti di ricerca finalizzata del ministero della salute siano il più possibile oggettivi.

In 7 punti a partire dalla qualità scientifica, valore della ricerca proposta e fattibilità degli obiettivi si esaminano i punti forti e le debolezze della proposta nel dettaglio.
1-Qualità scientifica, valore della ricerca proposta e fattibilità degli obiettivi.
2- Novità, originalità e trasferibilità del progetto.
3-Metodologie e descrizione dettagliata dello sviluppo del progetto per la sua intera durata, dati preliminari e referenze bibliografiche.
4-Responsabile scientifico (informazioni generali), attività di ricerca (basata sul curriculum e sulle pubblicazioni, i 5 articoli migliori, 5 più attinenti al topic della ricerca, prendendo in considerazione l’impact factor delle riviste scientifiche in cui sono pubblicati gli articoli, il numero di citazioni dalla nata di pubblicazione alla presentazione del progetto di ricerca e l’indice h) e le ultime 5 pubblicazioni. Esperienza del gruppo di ricerca.
5-Strumenti, infrastrutture ed equipaggiamento disponibile. Adeguatezza economica ed un prospetto dettagliato delle spese.
6-Se il progetto è in qualche modo inerente ad idee o prodotti industriali coperti da brevetto o soggetti a tutela dei diritti.
7-Valutazione generale.

Ma le valutazioni del CTS -IZS di Palermo sono assolutamente arbitrarie: il verbale CTS del 12 novembre 2013 dimostra che non si sono seguiti questi criteri, ma se ne sono inventati di nuovi e dai contenuti si direbbe addirittura in epoca successiva alla lettura dei progetti di ricerca, cosa che lascia l’amaro sospetto che i criteri servano da pezze giustificative per le esclusioni decise a priori e sulla base di altri motivi.
Ma non basta. Ci sono, è vero, i verbali delle sedute, ma non risultano esistere verbali delle valutazioni effettuate. In altre parole siamo ben lungi dalla puntuale griglia proposta dal ministero per la valutazione dei grant, anzi, siamo ben lungi da qualsiasi griglia, da qualsiasi parvenza di obiettività, da qualsiasi valutazione approfondita. Qui la “valutazione” è un “pour parler” spannometrico senza nessuno dei crismi necessari per l’ufficialità di una valutazione di grant.…

A volte poi la valutazione sembra essere il risultato di grande impreparazione scientifica O il “parere” è talmente approssimativo da cadere in gravi errori scientifici. È il caso della valutazione di un progetto per la Ricerca Corrente 2013 presentato da Anna Maria Vitale (CV), responsabile del laboratorio di Genetica dei Microrganismi: una richiesta di finanziamento per 80 mila euro per un progetto biennale nell’area tematica della sicurezza alimentare dal titolo Studio di Biofilm e di nuove molecole ad azione anti-biofilm batterici in ambito veterinario che coinvolge altri centri di ricerca dello stesso IZS e dell’Università di Palermo.
Il CTS risponde (facciamo un copia e incolla testuale ndr) “Proposta non relativa a Sicurezza Alimentare, se non nell’obiettvo 3: si dovrebbero verificiare non germi mastitogeni ma aeromonas, pseudomonas, ecc.e alleghiamo la documentazione.
La risposta stupisce anche l’umile badilante della penna autore di questo blog: compulsando pubmed o addirittura google alla ricerca dei batteri più spesso associati alle tossinfezioni alimentari si arriva a siti governativi statunitensi (per esempio questo della USDA o questo) in cui Pseudomonas e Aeromonas non sono mai nominati.
Non a caso la proponente della ricerca risponde con educata ironia al commento del CTS: “dei principali patogeni nell’ambito della sicurezza alimentare nonostante approfondite ricerche non riesce a trovare alcuna menzione tra gli stessi di Pseudomonas o Aeromonas come proposto dal suddetto CTS”.
Ma non c’è nulla da fare, il progetto è ormai scartato.

Con quali ripercussioni? Questa arbitrarietà delle valutazioni rende i giudizi del CTS di Palermo sempre più difformi dalle valutazioni dei referee internazionali e ministeriali. Si rifiutano i progetti delle aree, come Messina Barcellona PdG, che in passato, prima di questo CTS, si aggiudicavano le valutazioni migliori dai referee internazionali e del ministero.  Fra i progetti di ricerca finalizzata anno 2011 presentati dall’IZS Sicilia c’è una ricerca dell’area Messina-Barcellona PdG dal titolo “Ecoepidemiology of Mycobacterium bovis infection in Mediterranean area: a multidisciplinary approach” che è stata valutata dai referee indipendenti internazionali ed ha avuto un punteggio di 9 (vedi allegato). Che non è poco: il voto migliore è 5, il peggiore è 45: in quella tornata gli altri progetti dell’IZS Sicilia, hanno avuto dai referee internazionali valutazioni assai peggiori, da 19 punti in su (cfr a pag 159 il primo). Stupisce allora che l’IZS Sicilia si collochi così male all’interno degli IZS italiani?

Cui prodest? Uno a te, uno a me…. Certo, nessuno è immune da simpatie e antipatie, ma quando si fa parte di una CTS le bocciature dei progetti non possono dipendere dalle umane emozioni. Viene spontaneo chiedersi allora perché il CTS bocci regolarmente i progetti di alcune Aree? Cui prodest? A chi vanno i finanziamenti che altrimenti andrebbero ad esse? Ma appena si va a scavare si scopre che l’elenco dei conflitti di interesse è veramente troppo lungo per poterli elencare tutti.
Il CTS è composto da 3 membri esterni e 4 membri interni.
I tre componenti esterni sono Domenico Rutili IZS Umbria, Paolo Boni e Pietro Schembri, dirigente presso il Servizio 9 Sanità Veterinaria del Dasoe dell’assessorato regionale della Sanità.
I quattro membri interni sono la presidente Rossella Colomba Lelli, Santo Caracappa, Anna Fausta Marino, e Vincenzo Ferrantelli.
Tutti i componenti sono capi dipartimento tranne il presidente che è direttore sanitario dell’Istituto ma ha anche un ruolo di capo dipartimento. e nel ruolo di membri interni si trovano a valutare atti (i progetti) nei quali essi stessi svolgono il ruolo di responsabile scientifico o di responsabile di Unità operativa. Oppure si tratta di progetti presentati da dipendenti della loro struttura e quindi che si svolgono in uno dei laboratori sotto la loro giurisdizione. In altre parole il valutato è anche valutatore.

Vediamo i conflitti di interesse nel dettaglio.
Sono di tre tipi: a) le nomine in conflitto di interessi; b) i conflitti dovuti a vantaggi personali; c) i conflitti di interesse dovuti a vantaggi familiari

a) nomine in conflitto di interessi.
Membro esterno SCHEMBRI Pietro
È un dirigente dell’Assessorato alla salute. L’assessorato è organo vigilante sulle attività tecnico-scientifiche dell’IZS Sicilia e quindi Schembri è un vigilante vigilato… non avrebbe mai dovuto entrare in CTS.

b) conflitti dovuti a vantaggi personali
membro esterno BONI Paolo
Boni Paolo non è proprio un membro esterno. È stato per anni un dirigente dell’IZS, oggi in pensione e considerato “membro esterno” del CTS. Gli è stato affidato un incarico di collaborazione coordinata e continuativa remunerato 30 mila euro per 7 mesi (da maggio a dicembre 2014). Certo non se l’è affidato da solo, ma, benemerita, è stata Anna Fausta Marino, membro del CTS che il 7 maggio 2014, con deibera 471 gli ha affidato un progetto di cui lei stessa è responsabile scientifica dal titolo Interregional Research Center for Food Safety & Health IRC_FISH. Non male come ricompensa per un ruolo che è (dovrebbe essere) gratuito con il solo rimborso spese.

c) conflitti dovuti a vantaggi familiari
membro interno CARACAPPA Santo
Tengo famiglia: Santo Caracappa è stato per anni direttore sanitario dell’istituto.
Nel 2012 la sempre benemerita Anna Fausta Marino, membro del CTS chiede e ottiene dal CTS stesso il finanziamento per un progetto di ricerca corrente 2012 IZSSI 17/12 dal titolo Toxoplasmosi studio di comparazione fra tecniche diagnostiche classiche e innovative. Nell’ambito dello stesso affida un incarico di collaborazione alla neolaureata figlia di Caracappa. E, non paga, la dottoressa Marino il 27 novembre 2014 (Delibera 1115) chiede, sempre per Giulia Caracappa, medico veterinario, l’autorizzazione a svolgere uno stage di 10 giorni presso i laboratori del Centre for Virus Research dell’University of Glasgow in Scozia per un costo complessivo di Euro 5.000. Anche questa delibera è, ovviamente, immediatamente esecutiva e “riveste carattere di urgenza” perché altrimenti com’è noto i virus scappano. Anna Fausta Marino ha motivato questa trasferta così “l’opportunità di far svolgere lo stage al collaboratore in considerazione del fatto che i laboratori del Centre for Virus Research dell’Università di Glasgow (Scozia) sono in possesso di attrezzature ad elevato valore tecnologico atte all’applicazione della tecnica innovativa del sequenziamento genomico e che nel corso dello stage la dott.ssa Giulia Caracappa dovrà approfondire la conoscenza genetica dei ceppi e degli isolati biologici che saranno inviati presso il laboratorio” (SIC).
Ora, dispiace che la dottoressa Marino sia convinta che per sequenziare un virus ci sia bisogno di andare fino in Scozia, a Glasgow… L’Italia in questo campo non è arretrata come lei crede. Anzi. A Glasgow il laboratorio è di biosicurezza 3 mentre Marino non sa che a Roma, al Laboratorio dell’Istituto Lazzaro Spallanzani, c’è addirittura un laboratorio di biosicurezza 4, il più elevato, e il laboratorio di virologia ha un sistema di sequenziamento ad alta processività di ultima generazione basato sulla piattaforma 454.
Se poi bastasse un laboratorio di livello di biosicurezza 3, come quello di Glasgow, in Italia crescono come funghi.
Consola che non solo noi siamo perplessi su come l’IZS Sicilia investe il denaro pubblico. Sembra esserlo anche il collegio dei revisori che, esaminate a campione alcune delibere, in merito alla delibera di cui sopra “chiede di conoscere le considerazioni che hanno spinto la Responsabile del progetto di ricerca” (dottoressa Anna Fausta Marino ndr) ad autorizzare Giulia Caracappa ad andare a Glasgow a spese dell’Istituto (cioè dei cittadini italiani). E continua “L’organo di controllo, così come più volte ravvisato si interroga circa l’opportunità di mandare in missione in Italia e, soprattutto, all’Estero personale non strutturato, per attività formative” (Cfr Verbale – CdR – 13 – del 19 dicembre 2014 pag. 7).

Certo, negli anni di cui si parla in questo post, la direzione scientifica dell’IZS della Sicilia ha avuto molte lacune. Ci si augura che il Ministero della Sanità e quello della Ricerca scientifica volgano uno sguardo più attento ai conflitti di interesse nell’attribuzione periferica dei finanziamenti per la ricerca, e che la trasparenza riguardi anche le delibere sulla formazione dei CTS, sui conflitti di interesse e sul finanziamento della ricerca, per consentire un maggior controllo pubblico.